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organizzare un matrimonio same sex in Italia, consigli sulla sistemazione degli ospiti

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Ora che le unioni same sex sono state riconosciute anche in Italia, aumenta il numero di coppie straniere che decide di sposarsi nel nostro paese. Molto spesso si tratta di coppie che desiderano celebrare il matrimonio nella terra di origine dei loro padri, altre volte perché semplicemente l’Italia resta, nell’immaginario collettivo, uno dei paesi più  romantici del mondo. 

Spesso un matrimonio all’estero comporta il dover organizzare le cose da lontano con maggiore dispendio di tempo, denaro ed energia. A questo si aggiunge il dover pensare al trasporto e alla sistemazione degli invitati

Sebbene i matrimoni all’estero comportino in media un numero ridotto di ospiti,  organizzare la loro sistemazione non è un lavoro semplice, e il nostro consiglio è quello di affidare l’organizzazione ad un wedding planner che conosca il posto. Ma se optate per un’organizzazione fai da te, ecco qualche consiglio per affrontare l’organizzazione per i parenti:

PRENDETEVI PER TEMPO

L’Italia è il paese dell’amore, ma anche il paese dei contrattempi. Il consiglio sembra quanto mai banale, ma non è mai troppo presto per iniziare.

APPROFITTATE DEGLI SCONTI PER I GRUPPI

Non sempre ci si aspetta che voi copriate anche i costi di trasporto e pernottamento degli invitati, ma se decidete di farlo approfittate degli sconti speciali che offrono i tour operator, le compagnie aeree e le strutture ricettive. 

INFORMATE I VOSTRI OSPITI (PER TEMPO)

Informate i vostri ospiti con un buon anticipo di modo che anche loro riescano ad organizzarsi senza problemi. Non mancate di fornire loro informazioni aggiuntive sul paese che andranno a visitare, come ad esempio ragguagli sul clima che troveranno e sulla zona in cui si terrà il matrimonio. 

ORGANIZZARE EVENTI COLLATERALI

Organizzate una gita o qualche visita per i vostri ospiti che permetterà loro di apprezzare la zona in cui avete deciso di sposarvi, non solo visite culturali ma anche tour eno-gastronomici o visite alle maestranze della zona. Questo permetterà non solo di rendere il loro soggiorno più piacevole ma offrirà anche agli sposi qualche momento di relax in più dopo la cerimonia.

ATTENTI ALLA BUROCRAZIA

Purtroppo in Italia la burocrazia può essere molto lenta e rappresentare un ulteriore motivo di stress. Se non vi siete affidati ad un professionista del luogo che affronti tutto questo per voi, vale sempre e comunque la prima regola: prendersi per tempo. Inoltre essendo i matrimoni same sex una realtà recente, informatevi presso gli uffici di competenza sui documenti che è necessario produrre per non avere brutte sorprese all’ultimo momento. 

6 consigli su come scegliere il fotografo giusto per una cerimonia LGBT

gay_wedding_photographerScegliere un fotografo per una cerimonia LGBT potrebbe sembrare una cosa scontata, ma come per la scelta di tutti gli altri fornitori, è necessario riservare un’attenzione maggiore verso ciò che (ancora per i più) rappresenta un evento fuori dai canoni tradizionali. Ecco sei consigli che possono guidarvi nella scelta di un fotografo per una cerimonia same-sex:


    1. innanzitutto, e questa può sembrare una cosa scontata, deve piacervi il suo lavoro lavoro. Là fuori c’è un numero pressoché infinito di fotografi di matrimoni ma voi dovete trovare quello giusto. Quello che saprà rappresentare il vostro matrimonio esattamente come voi lo vedete. Spulciate tra i lavori all’attivo, siate instancabili in questo e alla fine operate una cernita stringente, in modo da ritrovarvi con una selezione molto ridotta di “candidati”.

 

    1. cercate di capire quanti matrimoni ha all’attivo e se tra questi ce ne sono alcuni same sex, se non volete che il vostro matrimonio venga usato come campo di prova.

 

    1. non risparmiate sul fotografo. Tra le diverse voci che possono essere riviste per ridimensionare il budget non mettete il fotografo. Un piccolo sconto può andare bene ma attenzione a chi offre il proprio lavoro ad un prezzo stracciato. Dopotutto, quando tutti saranno tornati a casa, ciò che rimarrà per sempre sarà il risultato del suo lavoro.

 

    1. deve sentirsi a suo agio nel lavorare con una coppia dello stesso sesso. Anche se per lui è la prima volta, assicuratevi che sia disinvolto verso la vostra unione, al di là delle capacità tecniche, se si sente a disagio davanti ad un bacio o un abbraccio gay, semplicemente non è adatto per il lavoro. 

 

    1. deve saper leggere attentamente e saper rappresentare in modo creativo le vostre dinamiche di coppia. I ruoli di genere cambiano nelle unioni same-sex e di conseguenza cambia il modo in cui vengono rappresentate. Un buon fotografo per un matrimonio gay deve possedere, ancor più che per un matrimonio tradizionale, una grande sensibilità verso quelle che sono le dinamiche familiari, che vanno maneggiate con cura ed empatia.

 

    1. deve esserci sintonia a livello personale. Questo punto è fondamentale, e ogni buon fotografo di matrimoni può sottoscriverlo. Potete ammirare il suo lavoro ma se non c’è empatia tra di voi, difficilmente dal suo lavoro ne verrà fuori il meglio.

 

Matrimonio (gay) all’italiana

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La forza di Orchestra e ciò che fa di noi un’agenzia di matrimoni innovativa, non è il fatto che ci indirizziamo esclusivamente a coppie dello stesso sesso. E nemmeno il fatto che nessuno di noi provenga dal mondo del wedding planning tradizionale (anche se ne andiamo piuttosto fieri!). La novità di Orchestra sta nel coniugare la giovane istituzione dell’unione gay con lo stile inconfondibile del matrimonio all’italiana. Una sfida che abbiamo intrapreso con entusiasmo fin da subito. 

Ma cosa significa matrimonio all’italiana?

Matrimonio all’italiana per noi rappresenta una precisa scelta stilistica che si richiama alla tradizione popolare italiana e che coniuga brillantemente la sapienza dei fornitori locali del nostro territorio, il gusto estetico della sartoria italiana, l’infinita varietà e la qualità dei prodotti enogastronomici che solo il nostro paese sa dare. Tutto questo per offrire un servizio di alto livello, alle coppie straniere e non, che si vogliono affidare alle cure di un’agenzia che è prima di tutto un gruppo di creativi affiatati e sempre in cerca del modo di superarsi. 

Matrimonio Gay | cosa fare se i familiari non approvano la nostra unione?

matrimoni_gay_parenti_contariQuando si tratta di matrimoni gay capita non di rado che alcuni familiari (non necessariamente i genitori di uno degli sposi) non siano entusiasti o addirittura non approvino l’unione tra due persone dello stesso sesso. in un momento di giubilo e di festa chi avrebbe mai detto che il problema sarebbe stato rappresentato dalla temibile zia Maria? Come uscire dall’impiccio quando si tratta di preparare gli inviti per la cerimonia? ma soprattutto, qual’è la cosa giusta da fare? 

Nella maggior parte dei casi, non ci sono bianchi e neri, ma un’infinita di toni di grigio. Molto spesso non si tratta di aperte ostilità (nel cui caso è semplice capire come comportarsi) ma non detti e tiepide reazioni che accompagnano l’annuncio di un’unione tra persone dello stesso sesso.

Spesso gli sposi si trovano divisi tra rispetto, affetto e senso del dovere e, dall’altra parte, il desiderio di vivere la cerimonia circondandosi solo di persone che di questa festa sono disposte a gioire

Ma ecco che tra valutazioni ed indecisioni arriva il momento di inviare gli inviti, e i dubbi improvvisamente fanno capolino

Invitare la zia maria con il rischio che la sua presenza crei dei malumori o addirittura, che manifesti apertamente il suo disappunto? Oppure non invitarla, deludendo magari la sua aspettativa (si tratta di un matrimonio dopotutto!)

la cosa migliore da fare è prendere il telefono e parlare con la zia maria apertamente. “Sto per sposarmi, cosa ti fa sentire più a tuo agio?”

Ovviamente è difficile tracciare una linea netta in questi casi, le relazioni, in special modo quelle parentali sono fatte di sfumature spesso difficilmente distinguibili e portano con se un carico emozionale che investe non solo le persone direttamente coinvolte ma anche gli altri parenti (cosa direbbe la mamma se non invitassi la zia Maria?)

Ma siamo anche dell’idea, che, sempre in linea generale, offrire a qualcuno l’occasione di dimostrarsi una persona migliore potrebbe avere un effetto positivo non solo sulla persona in questione ma anche su di noi. E non è da escludere l’eventualità che la zia Maria riesca a stupirci!

 

 

 

Come trovare i fornitori adatti per un matrimonio gay?

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Se state organizzando la cerimonia del vostro matrimonio è normale che vi preoccupi l’eventualità di dover collaborare con fornitori che non sono in grado di farvi sentire a vostro agio. Soprattutto in Italia, dove le unioni tra persone dello stesso sesso sono state regolarizzate in tempi recentissimi, può capitare di trovarsi in situazioni spiacevoli, magari al cospetto di fornitori poco preparati a gestire un evento come un matrimonio gay.

Il modo più efficace per trovare i fornitori giusti è da sempre il passaparola. Se conoscete coppie gay di cui vi fidate e che si sono già sposate, chiedete loro referenze e consigli. Ma se, come probabile, ancora nessuno nella vostra cerchia di amici si è sposato, potete iniziare una ricerca su internet, soprattutto su directory dedicate ai matrimoni same-sex. È vero, nel nostro paese l’offerta non è ancora così vasta come in altri, ma riuscirete comunque a trovare professionisti che hanno presenziato a qualche evento o che hanno deciso di pubblicizzare i loro servizi in siti dedicati. 

Se ancora faticate a trovare fornitori gay-friendly, catering, fotografi o fioristi che  rispecchino la vostra visione, andate pure a pescare tra i fornitori tradizionali. Appena avrete individuato il professionista che sentite più vicino al vostro gusto ed alle vostre esigenze, siate chiari fin da subito, spiegando loro che si tratta di un matrimonio gay e chiedendo loro in modo diretto se sono a loro agio con la cosa. Probabilmente vi stupirà scoprire quanti professionisti, pur non avendo ancora avuto occasione di lavorare ad un matrimonio gay, si dimostrino pronti ed entusiasti nel venire incontro alle esigenze degli sposi indipendentemente dal loro orientamento sessuale. 

Etichetta – Chi paga per la cerimonia?

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Non esistendo nel matrimonio tra persone dello stesso sesso i tradizionali ruoli sposa – sposo, come facciamo a decidere chi paga per la cerimonia?

Si tratta di una questione che ad oggi si trovano a dover affrontare non solo le coppie gay, questo perché l’antico uso di suddividere le spese tra la famiglia di lei (che tradizionalmente si occupa di tutto ciò che concerne il ricevimento degli ospiti) e quella di lui (che solitamente si occupa di menu e luna di miele) è, per l’appunto, un antico uso.

Ad oggi molte coppie, anche etero, affrontano da sé le spese. Questo vale ancor di più per le coppie dello stesso sesso. Un sondaggio del Gay Wedding Institute afferma infatti che l’84 % delle coppie gay e il 73% delle coppie lesbiche, pagano da soli i costi della cerimonia.

Questo accade ovviamente quando la coppia in questione è in grado di affrontare le spese.  Ma in caso non si riesca a coprire da soli tutte le voci, non c’è nulla di male nel ricorre all’aiuto offerto dalle famiglie. Una soluzione alternativa può essere quella di dividere le spese in più parti, tra amici, genitori e la coppia stessa. In questo caso si può chiedere a ciascuna parte quale voce sarebbe più felice di coprire (musica, cibo, decor etc).

 

Addio al celibato/nubilato – festa insieme o separati?

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Ora che le unioni civili sono una realtà anche in Italia, diverse questioni di etichetta si presentano sul modo “giusto” in cui pianificare le celebrazioni. Alcune delle domande più frequenti che le coppie dello stesso sesso si pongono riguardano la pianificazione dell’addio al celibato.

Se a festeggiare è una coppia gay, dobbiamo invitare anche gli amici dell’altro sesso?

L’addio al celibato/nubilato è una tradizione tipicamente etero, ma anche un’occasione per festeggiare la propria unione in modo più informale e in compagnia degli amici intimi. Ogni occasione è buona per una festa, dopotutto.

Anche in questo caso non c’è una regola e ognuno coppia deve prendere la decisione che più si avvicina alla sensibilità e alle esigenze della coppia.

Alcuni preferiscono festeggiare in un unico party, soprattutto nel caso in cui gli sposi o le spose abbiano in comune la stessa cerchia di amici: sarebbe poco agevole “costringere” le stesse persone al doppio festeggiamento o dover scegliere solo alcuni tra gli amici. Se invece gli amici non sono gli stessi, è meglio preferire due feste separate così da potersi sentire pienamente a proprio agio tra persone che vi conoscono davvero.

Ma non essendoci regole, nulla ci vieta di fare una grande festa tutti assieme e successivamente organizzare due party divisi. Dipende da molti fattori: la disponibilità economica, la sensibilità di ciascuno (non tutti si sentono a proprio agio all’idea di un addio al celibato/nubilato) e dipende anche da che significato si dà a questo tipo di festa. Presagite un’unione matrimoniale fatta di limitazioni e avete bisogno di una botta di vita finale prima del grande passo? O vi sentite già a vostro agio nella situazione attuale e il grande passo non costituirà per voi un grande cambiamento di routine? In sostanza dipende tutto da che tipo di coppia siete.

Mettiamo che la coppia in questione sia insieme già da parecchio tempo e che abbia un legame piuttosto libero, oppure che conduciate una vita riservata e che l’addio al celibato non faccia proprio per voi, o che non possiate permettervi affatto un addio al celibato o…

Il bello di essere parte di una comunità come quella LGBT agli albori dell’affermazione dei propri diritti civili è anche quello di avere l’opportunità di poter scrivere le regole. Quindi prendete carta e penna e… scrivete!

 

 

Nuove tradizioni – meglio entrare uno alla volta o insieme?

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Non c’è matrimonio senza marcia nuziale (ma è poi vero?). E se marcia deve essere, in che modo? Gli sposi/le spose devono entrare contemporaneamente o uno alla volta? E se si entra uno alla volta, chi entra per primo? e poi, da soli o accompagnati?

Le coppie same-sex stanno rivisitando le tradizioni della cerimonia nuziale, molto piu di ogni altro aspetto che ruota attorno al giorno del matrimonio. Non c’è una regola fissa, ogni coppia sceglie di dare a questo momento topico un tocco personale. Accompagnati dai genitori, in contemporanea, o uno alla volta. Non ci sono regole, perché il cerimoniale è tutto da riscrivere. Se può essere d’aiuto sappiate che negli Stai Uniti, dove il matrimonio gay è una faccenda ormai all’ordine del giorno e i cui canoni vanno via via consolidandosi, il 37 percento delle coppie sceglie di manifestare la propria intesa entrando in contemporanea al cospetto degli officianti, senza essere scortati da un membro della famiglia come accade per la quasi totalità delle coppie eterosessuali.

 

5 buoni motivi per sposarsi in autunno

MENO STRESS

Ci sono diversi motivi per cui un matrimonio autunnale può risultare meno stressante di un matrimonio in alta stagione: innanzitutto sarà più facile trovare la location disponibile nel giorno prescelto e molto probabilmente vi costerà meno; sarà più semplice per i vostri ospiti presenziare, senza dover rinunciare alle ferie o senza dover essere costretti a rientri anticipati.

 

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IL CLIMA

Contrariamente a quanto si possa pensare, può dimostrarsi più clemente di una torrida estate non solo con gli sposi ma anche con gli invitati. E se sarete fortunati da sposarvi in una giornata soleggiata (questo non è assicurato nemmeno in primavera!) non c’è luce più scenografica del sole autunnale.

 

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IL CIBO

La ricca varietà di gusti caldi e consistenti che offre la stagione autunnale renderà il menu delle vostre nozze non solo gustoso e originale, ma anche colorato!
 
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GLI ABITI 

La stagione più fresca offre maggiori possibilità anche dal punto di vista del vestiario.
 
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I COLORI

I meravigliosi colori della stagione che muore saranno una perfetta cornice naturale per la celebrazione del vostro matrimonio. Abbelliranno la vostra tavola in modo originale e daranno un tono allegro e romantico all’atmosfera.

 
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“matrimoni” gay negli anni 50

Molto prima che si parlasse di legalizzare le unioni gay, negli USA degli anni ’50 le coppie celebravano rituali simbolici per dichiararsi impegno e amore reciproco. Queste immagini ritraggono la cerimonia di una coppia di Philadelphia, nel 1957, ed erano parte di una serie di fotografie che furono ritenute inappropriate dal negozio locale e che non vennero mai più restituite.

(©) ONE National Gay and Lesbian Archives at the University of Southern California Libraries

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