Orchestra Weddings | etichetta matrimonio gay
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Etichetta – Chi paga per la cerimonia?

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Non esistendo nel matrimonio tra persone dello stesso sesso i tradizionali ruoli sposa – sposo, come facciamo a decidere chi paga per la cerimonia?

Si tratta di una questione che ad oggi si trovano a dover affrontare non solo le coppie gay, questo perché l’antico uso di suddividere le spese tra la famiglia di lei (che tradizionalmente si occupa di tutto ciò che concerne il ricevimento degli ospiti) e quella di lui (che solitamente si occupa di menu e luna di miele) è, per l’appunto, un antico uso.

Ad oggi molte coppie, anche etero, affrontano da sé le spese. Questo vale ancor di più per le coppie dello stesso sesso. Un sondaggio del Gay Wedding Institute afferma infatti che l’84 % delle coppie gay e il 73% delle coppie lesbiche, pagano da soli i costi della cerimonia.

Questo accade ovviamente quando la coppia in questione è in grado di affrontare le spese.  Ma in caso non si riesca a coprire da soli tutte le voci, non c’è nulla di male nel ricorre all’aiuto offerto dalle famiglie. Una soluzione alternativa può essere quella di dividere le spese in più parti, tra amici, genitori e la coppia stessa. In questo caso si può chiedere a ciascuna parte quale voce sarebbe più felice di coprire (musica, cibo, decor etc).

 

Nuove tradizioni – meglio entrare uno alla volta o insieme?

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Non c’è matrimonio senza marcia nuziale (ma è poi vero?). E se marcia deve essere, in che modo? Gli sposi/le spose devono entrare contemporaneamente o uno alla volta? E se si entra uno alla volta, chi entra per primo? e poi, da soli o accompagnati?

Le coppie same-sex stanno rivisitando le tradizioni della cerimonia nuziale, molto piu di ogni altro aspetto che ruota attorno al giorno del matrimonio. Non c’è una regola fissa, ogni coppia sceglie di dare a questo momento topico un tocco personale. Accompagnati dai genitori, in contemporanea, o uno alla volta. Non ci sono regole, perché il cerimoniale è tutto da riscrivere. Se può essere d’aiuto sappiate che negli Stai Uniti, dove il matrimonio gay è una faccenda ormai all’ordine del giorno e i cui canoni vanno via via consolidandosi, il 37 percento delle coppie sceglie di manifestare la propria intesa entrando in contemporanea al cospetto degli officianti, senza essere scortati da un membro della famiglia come accade per la quasi totalità delle coppie eterosessuali.